È un terremoto nel terremoto quello della Giustizia ad Ischia. Dopo 10 anni di battaglie finalmente si stanno per concludere i lavori di ristrutturazione del Palazzo di Giustizia e si attende dal Governo un provvedimento di stabilizzazione della Sezione Distaccata ripristinata ex D.Lgs 14/2014, eppure ancora una volta assistiamo impotenti all'ennesimo schiaffo inflitto ad una popolazione ahimè già martoriata dal sisma del 21 agosto scorso. I trasferimenti e i pensionamenti del personale di cancelleria e di Ufficiali Giudiziari hanno aggravato fino ad incancrenirla una già pesante endemica carenza di organico della Sezione di Ischia, portando stamani per la prima volta nella triste storia della Giustizia ischitana alla completa paralisi dell'attività giudiziaria per totale assenza di cancellieri ed al caso più unico che raro di rientro in terraferma di un detenuto scortato ad Ischia dalla Polizia Penitenziaria per ivi essere processato.

Una pagina tristissima per l'amministrazione della Giustizia per l'isola evidentemente dimenticata da Dio e dagli uomini, ma soprattutto abbandonata dallo Stato e dalle Istituzioni che dovrebbero garantire l'esercizio della funzione giurisdizionale. E come Sisifo, gli ischitani sembrano condannati per l'eternità a continuare a spingere in cima al monte questo macigno che puntualmente ritorna indietro, schiacciando e seppellendo ogni nostro sforzo e vanificando la raggiunta risoluzione di altri problemi quale quello dell'edilizia giudiziaria. Nell'Assemblea degli Avvocati di stamattina alla presenza dei Sindaci dei sei comuni dell'isola e dei vertici dell'Avvocatura e della Magistratura, abbiamo evidenziato l'urgenza di richiedere alle Istituzioni un provvedimento che, anche alla luce dei danni provocati dal terremoto di appena un mese fa, e che ha ulteriormente disincentivato la scelta della sede lavorativa di Ischia, riconosca la specificità territoriale dell'isola dichiarandola zona disagiata con l'introduzione di incentivi economici e di carriera e/o altri benefici per il personale amministrativo che dalla terraferma accetterà di esservi trasferito.

Allo stato non è dato intravedere altra via d'uscita a questo assurdo mortificante blocco della macchina giudiziaria che inserire nella prossima decretazione sull'emergenza terremoto un provvedimento governativo "ad hoc" e se possibile bandire uno specifico concorso per l'assunzione del personale degli Uffici Giudiziari di Ischia.
In qualità di Presidente del COA di Napoli Armando Rossi, insieme al nostro consigliere nazionale Francesco Caia, al Presidente dell'Assoforense Francesco Cellammare, ai Sindaci ed ai nostri rappresentanti politici cercheremo, con tutte le nostre forze, di gettare quel masso al di là della montagna, facendo comprendere alla Regione Campania ed al Governo l'estrema gravità della situazione, sperando che una volta per tutte arrivino i tanto agognati rimedi atti a far definitivamente funzionare la Giustizia sull'isola di Ischia.